Appalti, solidaretà e ritenute. Travolte le ditte esecutrici con nuovi adempimenti

Il "Collegato Fiscale" D.L. 26 ottobre 2019, n. 124 nella sua versione originaria, trasferiva l'obbligo ai committenti di pagare le ritenute per conto delle ditte esecutrici, secondo un complicato giro di calcoli e comunicazioni. Dal 1 gennaio 2020, le ditte esecutrici avrebbero dovuto comunicare (a mezzo PEC) le ritenute imputabili ad ogni singolo cantiere e bonificare a favore del committente le risorse necessarie a concludere l'adempimento entro le ordinarie scadenze

Dopo i numerosi dubbi che la norma originaria aveva suscitato, la Camera dei Deputati, in sede di conversione del decreto, ha riscritto il testo della disposizione, alleggerendo sia le responsabilità in capo ai committenti, sia gli adempimenti connessi, senza tuttavia eliminarli del tutto. 

L'art. 4 del DL 124/2019, così come originariamente scritto ed approvato, aveva suscitato numerosi dubbi sulla sua concreta applicabilità. In particolare, preoccupava non solo l’aver ribaltato la responsabilità per il versamento delle ritenute in capo ad un soggetto (il committente) “estraneo” al rapporto lavorativo tra datore di lavoro e dipendente ma, soprattutto, la macchinosità degli adempimenti da porre in essere per il rispetto delle nuove regole.

 

Il nuovo testo licenziato dalla Camera prevede che:

le nuove regole si applichino solo a opere o servizi di importo complessivo annuo superiore a 200.000 euro, con contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziati, caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera (pertanto, viene tagliata fuori una consistente fetta di potenziali soggetti interessati, quali, appunto, la quasi totalità dei lavori condominiali di routine);

- al fine di consentire al committente il riscontro dell’ammontare complessivo degli importi versati dalle imprese, entro i 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento, l’impresa appaltatrice o affidataria e le imprese subappaltatrici trasmettono al committente e, per le imprese subappaltatrici, anche all’impresa appaltatrice le deleghe di pagamento delle ritenute (che vanno versate senza possibilità di compensazione);

- in caso di mancata trasmissione o di omessi o insufficienti versamenti il committente è tenuto a sospendere il pagamento dei corrispettivi maturati dall’impresa appaltatrice sino al 20% del valore complessivo dell’opera o del servizio o per un importo pari alle ritenute non versate comunicando ciò entro novanta giorni all’Agenzia delle entrate;

- in caso di violazione delle nuove disposizioni, il committente è obbligato al pagamento di una somma pari alla sanzione irrogata all’impresa appaltatrice o affidataria o subappaltatrice per la corretta determinazione delle ritenute e per la corretta esecuzione delle stesse, nonché per il tempestivo versamento senza compensazione.

 

Sarà, comunque, possibile superare le nuove disposizioni e rifarsi alle regole ordinarie qualora le imprese appaltatrici o affidatarie o subappaltatrici comunichino al committente, allegando una apposita certificazione, la sussistenza, nell’ultimo giorno del mese precedente a quello della scadenza, dei seguenti requisiti:

a) risultino in attività da almeno tre anni, siano in regola con gli obblighi di-chiarativi e abbiano eseguito nel corso dei periodi d’imposta cui si riferiscono le dichiarazioni dei redditi presentate nell’ultimo triennio complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10% dell’ammontare dei ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni medesime;

b) non abbiano iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati agli agenti della riscossione relativi alle imposte sui redditi, all’IRAP, alle ritenute e ai contributi previdenziali per importi superiori a 50.000 euro, per i quali i termini di pagamento siano scaduti e siano ancora dovuti pagamenti o non siano in essere provvedimenti di sospensione. Tale norma non si applica per le somme oggetto di piani di rateazione per i quali non sia intervenuta decadenza.

Restiamo a disposizione per ulteriori chiarimenti 

 

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