Ritenute sugli appalti: il committente diventa "informatore" del fisco

Dal 1° gennaio 2020 un committente qualora affidasse a un’impresa il compimento di opere o servizi di importo complessivo annuo superiore a 200.000 euro tramite contratti di appalto, subappalto o rapporti negoziali diventerà un collaboratore (gratuito) del Fisco e assumerà compiti ausiliari di polizia amministrativo-tributaria trasformandosi suo malgrado, a pena di sanzioni, in un informatore ausiliario dell’Agenzia delle Entrate.

Il limite di 200,000 euro è da intendersi riferito a tutte le opere e i servizi affidati nel corso dell'anno.

Nel caso di superamento di tale soglia, la disciplina non trova applicazione solo a decorrere dall'opera che ne ha determinato il superamento stesso, ma a tutte quelle commissionate nell'anno. Non solo: la copia delle deleghe di pagamento trasmessa dall'appaltatore al committente non deve essere riferita al singolo lavoratore, ma può riguardare tutti i lavoratori impiegati presso il medesimo committente nella realizzazione di opere e servizi.

Per quanto riguarda le cause di esclusione degli obblighi comunicativi, l'Agenzia ha chiarito che i requisiti di cui al comma 5 art 4 devono sussistere congiuntamente. Infine al fine di permettere al committente la verifica del committente la verifica del versamento delle ritenute da parte dell'impresa appaltatrice o subappaltatrice le copie delle deleghe di pagamento F24 non devono essere riferite al singolo lavoratore ma possono essere cumulative

Documento unico di regolarità fiscale

L’unica possibilità per il committente di non divenire un presidio periferico delle Entrate è prevista solo nell’ipotesi in cui le imprese appaltatrici/affidatarie/subappaltatrici inviino al committente quella sorta di DURF (documento unico di regolarità fiscale) che sarà rilasciato dalle Entrate per attestare l’assenza, nell’ultimo giorno del mese precedente a quello della scadenza prevista, di pendenze fiscali sopra certi limiti e requisiti di attività dell’impresa da almeno tre anni in regola con gli obblighi dichiarativi e di versamento fiscale con determinati termini e modalità.

In questi casi, infatti, le imprese appaltatrici potranno procedere direttamente al pagamentodelle ritenute senza che sul committente incombano necessità di ulteriori controlli e, quindi, non scatterà mai la necessità del committente di dover inoltrare al Fisco anche quella che si profila come una sorta di SES (ovvero una segnalazione di evasione sospetta).

Sanzioni

In caso di inadempimento dell'impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice, il committente deve sospendere il pagamento dei corrispettivi maturati fino alla concorrenza del 20% del valore complessivo dell'opera o del servizio, o del minore importo dovuto dall'impresa per le ritenutenon versate, comunicando entro 90 giorni tale inadempimento all'Agenzia delle Entrate.

Nel caso in cui il committente non adempia agli obblighi previsti a suo carico, il successivo quarto comma dispone l'applicabilità di una sanzione per il committente pari a quella irrogata all'impresa appalatatrice o affidataria o subappaltatrice per la corretta determinazione ed esecuzione delle ritenute, nonchè per il tempestivo versamento delle medesime.

In sostanza, il committente sarà soggetto a una sanzione in misura corrispondente a quella irrogata all'impresa che ha commesso la violazione. La sanzione sarà applicabile qualora il committente non abbia richiesto la prova del pagamento delle ritenute eseguite dall'impresa, non abbia sospeso il pagamento dei corrispettivi in caso di eventuali inadempimenti oppure abbia omesso di segnalarli all'Agenzia delle Entrate.

 

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