Congedo obbligatorio di paternità più lungo nel 2020

Con la legge di Bilancio 2020 sale a 7 giorni la durata del congedo di paternità obbligatorio da usufruire entro i 5 mesi dalla nascita del figlio. Grazie a questa novità l'Italia fa un piccolo passo avanti verso l'obiettivo finale fissato dall'Europa con la direttiva 2019/1158 del 20 giugno 2019 che fissa in 10 giorni lavorativi la durata del congedo di paternità da fruire in occasione della nascita di un figlio del lavoratore. Gli Stati membri possono stabilire se il congedo di paternità vada fruito parzialmente prima della nascita del figlio o solo dopo la nascita del figlio e se possa essere fruito secondo modalità flessibili.

La legge di Bilancio 2020 proroga per il prossimo anno la possibilità, per i padri lavoratori dipendenti, di fruire dei congedi di paternità previsti dalla legge Fornero, con alcune novità in merito alla loro durata che vanno nella direzione indicata dall'Europa.

Cosa cambia quindi dal 2020 sui congedi ai padri lavoratori dipendenti del settore privato?

Congedi per i papà

La legge Fornero (articolo 4, comma 24, lettera a), legge 28 giugno 2012, n. 92) ha istituito in via sperimentale:

- il congedo obbligatorio

- il congedo facoltativo, alternativo al congedo di maternità della madre.

I congedi sono entrambi fruibili dal padre lavoratore dipendente privato, entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio (tale termine resta fissato anche nel caso di parto prematuro), ma si differenziano tra loro per natura, durata e modalità di esercizio del diritto.

 Le differenze

Congedo obbligatorio

- è fruibile dal padre durante il congedo di maternità della madre lavoratrice o anche successivamente purché entro il quinto mese di vita del bambino;

- si configura come un diritto autonomo e pertanto è aggiuntivo a quello della madre e spetta comunque indipendentemente dal diritto della madre al congedo obbligatorio;

- è riconosciuto anche al padre che fruisce del congedo di paternità.

 Congedo facoltativo

- la fruizione, da parte del padre lavoratore dipendente, è condizionata alla scelta della madre lavoratrice di non fruire di altrettanti giorni del proprio congedo di maternità, con conseguente anticipazione del termine finale del congedo post partum della madre per un numero di giorni pari al numero di giorni fruiti dal padre;

- si configura come un diritto derivato da quello della madre lavoratrice dipendente o iscritta alla gestione separata che in tal caso dovrà trovarsi in astensione dall’attività lavorativa;

- è fruibile dal padre anche contemporaneamente all'astensione della madre;

- dovrà essere fruito dal padre comunque entro il quinto mese dalla data di nascita del figlio indipendentemente dal termine ultimo del periodo di astensione obbligatoria spettante alla madre a fronte di una preventiva rinuncia della stessa di un equivalente periodo;

- spetta anche se la madre, pur avendone diritto, non si avvale del congedo di maternità.

 I punti in comune della disciplina

Entrambi gli istituti:

- si applicano anche al padre adottivo o affidatario e il termine del quinto mese decorre dall’effettivo ingresso in famiglia del minore nel caso di adozione nazionale o dall’ingresso del minore in Italia nel caso di adozione internazionale;

- non possono essere frazionati ad ore;

- possono essere fruiti anche in via non continuativa;

- danno diritto a un'indennità giornaliera a carico dell'INPS, pari al 100 per cento della retribuzione generalmente anticipata dal datore di lavoro e successivamente conguagliata fatti salvi i casi in cui sia previsto il pagamento diretto da parte dell’INPS.

Come chiedere il congedo

Per poter usufruire dei giorni di congedo il padre lavoratore deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro le date in cui intende fruirne almeno 15 giorni prima. Se richiesto in concomitanza dell'evento nascita, il preavviso si calcola sulla data presunta del parto.

Il datore di lavoro deve comunicare all'INPS le giornate di congedo fruite, attraverso il flusso Uni-Emens.

Il padre lavoratore deve allegare alla domanda di congedo facoltativo una dichiarazionedella madre di non fruizione del congedo di maternità a lei spettante per un numero di giorni equivalente a quelli richiesti dal padre, con conseguente riduzione del congedo di maternità.

Tale dichiarazione deve essere presentata anche al datore di lavoro della madre a cura di uno di uno dei due genitori.

Nei casi di pagamento diretto da parte di INPS, la domanda si presenta online all'INPS attraverso il servizio dedicato o, in alternativa, tramite Contact center o enti di patronato e intermediari dell'Istituto.

 

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