LEGGE DI BILANCIO 2020: pensioni

Pensioni: le opzioni per chi vuole ritirarsi dal lavoro nel 2020

Con la legge di Bilancio 2020 si assesta il quadro dei canali di pensionamento attivabili nel 2020. Se la Manovra sembra decretare la fine corsa per l’APE volontario e per l’APE aziendale che hanno concluso la propria sperimentazione alla fine dello scorso dicembre, la mappa delle possibilità di ritiro dal lavoro appare ancora piuttosto variegata. Restano immutati i requisiti per il pensionamento di vecchiaia e anticipato. Quota 100 prosegue la sperimentazione secondo il percorso naturale del triennio 2019-2021. Prorogate inoltre opzione donna e l’APE sociale. Ma nel 2020 il capitolo pensioni è destinato a riaprirsi alla ricerca di nuove soluzioni di flessibilità in uscita.

L'aumento dell'età pensionabile effettiva in Italia dovrebbe essere la priorità, evidenziando la necessità di limitare il pensionamento anticipato agevolato e di applicare debitamente i collegamenti con l'aspettativa di vita a proposito dell'introduzione di regole che consentono il ritiro anticipato rispetto alla vecchiaia come la Quota 100. Bisogna poi concentrarsi sull'aumento dei tassi di occupazione, in particolare tra i gruppi vulnerabili, il che ridurrebbe l'utilizzo futuro delle prestazioni sociali di vecchiaia.

Tornando alla “mappa dei pensionamenti”, quali sono le possibili soluzioni da percorrere nel nuovo anno?

Pensione di vecchiaia

I requisiti rimangono la combinazione di una età anagrafica di 67 anni e di 20 anni di contribuzione. Così come stabilito dal decreto dello scorso 5 novembre di Ministero del Lavoro-Ministero Economia il requisito anagrafico rimarrà immutato anche nel 2021 e nel 2022.

In una nota pubblicata dal Presidente dell'Istituto nazionale di statistica si evidenzia che la variazione della speranza di vita all'età di 65 anni e relativa alla media della popolazione residente in Italia ai fini dell'adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento con decorrenza 1° gennaio 2021, corrispondente alla differenza tra la media dei valori registrati negli anni 2017 e 2018 e il valore registrato nell'anno 2016, è pari a 0,021 decimi di anno. Per i prossimi tre anni, quindi, per accedere alla pensione di vecchiaia, sarà richiesta un’età anagrafica di 67 anni (a fronte di 20 anni di contributi), mentre per l’opzione contributiva saranno necessari 71 anni.

Per chi ha contributi maturati dopo il 1 gennaio 1996, rientrando interamente nel sistema di calcolo contributivo, vi è poi l’ulteriore opzione della pensione di vecchiaia contributiva, con la quale si può smettere di lavorare all’età di 71 anni e con soli 5 anni di contribuzione. Va ricordato che per la pensione di vecchiaia non si prevede il meccanismo delle finestre.

Pensione Anticipata

Anche nel 2020 rimangono fermi i precedenti requisiti contributivi per la pensione anticipata. A prescindere dall'età anagrafica, è allora possibile il pensionamento anticipato con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Con riferimento a tale canale di flessibilità in uscita vale però la finestra mobile trimestrale.

Va rammentato come per effetto della legge di Bilancio 2019 i requisiti del pensionamento anticipato sono “congelati” fino al 31 dicembre 2026.

Quota 100

Rimane immutata anche la combinazione età/anzianità contributiva (62 anni di età e 38 anni di contributi) del pensionamento “quota 100” che, come più volte ribadito dal Governo, prosegue la propria sperimentazione secondo il percorso naturale del triennio 2019-2021.

Va ricordato che, al di là del “combinato disposto” dei requisiti si attivano le finestre mobili di 3 mesi per i dipendenti privati e gli autonomi e di 6 mesi per i dipendenti pubblici.

Non possono accedere a quota 100 i lavoratori che si trovino in un programma di esodo nonché il personale militare delle Forze armate, il personale delle Forze di polizia e di polizia penitenziaria, nonché il personale operativo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della Guardia di Finanza.

Opzione Donna

La Legge di bilancio prevede una proroga, per il momento di un anno, di opzione donna, portando il termine al 31 dicembre 2019.

Va ricordato come i requisiti sono rappresentati dall’avere un’anzianità contributiva pari ad almeno 35 anni e avere aggiunto almeno 58 anni di età anagrafica se dipendenti, elevati ad almeno 59 anni se autonome.

Si applica poi la finestra mobile pari a 12 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti per le lavoratrici dipendenti, e 18 mesi per le lavoratrici autonome.

In caso di opzione donna la pensione è calcolata con il metodo contributivo.

Ape

Non si è prevista una proroga per l’APE volontario e l’APE aziendale che hanno concluso quindi la propria sperimentazione alla fine dello scorso dicembre.

La legge di Bilancio 2020 ha previsto invece il differimento di un anno dell’APE sociale cui possono accedere chi maturi il requisito di età (63 anni) tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2020 e rientri in una delle categorie previste dalla normativa, vale a dire:

· i disoccupati che da almeno 3 mesi abbiano esaurito la prestazione per disoccupazione loro

spettante;

· i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado con disabilità grave;

· i lavoratori affetti da riduzione della capacità lavorativa almeno pari al 74 per cento;

· i lavoratori che da almeno 6 degli ultimi 7 anni di lavoro, svolgono in maniera continuativa una delle 15 professioni difficoltose e rischiose elencate dalla normativa.

Agli appartenenti alle prime tre categorie è richiesta un’anzianità contributiva minima di 30 anni, che sale a 36 anni per la quarta.

Per le donne con figli è previsto uno “sconto contributivo” per l’accesso al beneficio, nella misura di 12 mesi per ciascun figlio, per un massimo di 24 mesi (APE sociale donna).

Quota 41

I lavoratori precoci (cioè coloro che possono vantare almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del diciannovesimo anno di età) che si trovano nei profili di tutela (disoccupati, invalidi, caregiver, addetti alle mansioni gravose o usuranti) possono accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, a prescindere dall'età anagrafica. Anche per i lavoratori precoci funziona la finestra mobile trimestrale.

Pensione di cittadinanza

Pur non trattandosi di un canale di pensionamento in senso tecnico è opportuno ricordare come rimane immutata nel nuovo anno anche la struttura della pensione di cittadinanza che può essere riconosciuta ai nuclei familiari i cui componenti abbiano almeno 67 anni o siano disabili gravi o non autosufficienti. Il trattamento erogato può essere pari sino ad un massimo di 780 euro al mese (se single, il sussidio è incrementato per ogni componente del nucleo familiare).

 

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