Linee Guida e Fase 2

Il 4 maggio parte ufficialmente la fase 2, che ha come obiettivo prioritario quello di coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative. Vediamo insieme i punti fondamentali del nuovo decreto, analizzando in particolare modo i comportamenti che devono osservare lavoratori, datori di lavoro e personale esterno per evitare nuovi rischi di contagio. La prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino un livello adeguato di sicurezza.
Come entrare ed uscire dall'azienda
Non è consentito l’accesso ai luoghi di lavoro al personale che abbia una temperatura superiore a 37,5°. Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà (a discrezione del datore di lavoro) essere sottoposto al controllo della temperatura corporea. Le persone in tale condizione saranno momentaneamente isolate e fornite di mascherine, non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni.
Il datore di lavoro deve informare preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in azienda, della preclusione dell’accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS.
Nel caso di lavoratore precedentemente positivo al tampone, l’ingresso in azienda dovrà essere preceduto da una comunicazione avente ad oggetto la certificazione medica da cui risulti la “avvenuta negativizzazione” del tampone.
Si consiglia di adottare orari di entrata e uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa).
Dove è possibile, occorre dedicare una porta di entrata e una di uscita da questi locali e garantire la presenza di detergenti.
Fornitori esterni
Per l’accesso di fornitori esterni individuare procedure di ingresso, transito e uscita predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale. È consigliato agli autisti dei mezzi di trasporto di rimanere a bordo dei propri mezzi. Nel caso in cui questo non sia possibile per le necessarie attività carico e scarico, il trasportatore dovrà attenersi alla distanza di un metro.
Visitatori esterni
Come per i fornitori esterni, nel caso in cui non sia possibile evitare l'ingresso in azienda di visitatori esterni, ad esempio imprese di pulizie o addetti alla manutenzione, dovranno sottostare a tutte le regole aziendali.
È bene ricordare che queste disposizioni valgono anche per i lavoratori da aziende terze che risultassero positivi al tampone COVID-19. In questo caso, infatti, l’appaltatore dovrà informare immediatamente il committente ed entrambi dovranno collaborare con l’autorità sanitaria fornendo elementi utili all’individuazione di eventuali contatti stretti.
L’azienda committente è tenuta a dare, all’impresa appaltatrice, completa informativa dei contenuti del Protocollo aziendale e deve vigilare affinché i lavoratori della stessa o delle aziende terze che operano a qualunque titolo nel perimetro aziendale, ne rispettino le disposizioni.
Raccomandazioni generali
Nel nuovo decreto sono presentati anche disposizioni che tutti devono seguire per la sicurezza propria ed altrui: disposizioni sull'utilizzo di DPI e addestramento specifico, di gestione degli spazi comuni, organizzazione aziendale e precauzioni igieniche generali.
Riguardo quest'ultimo punto è obbligatorio:
che le persone in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche;
che l’azienda metta a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani, con specifiche indicazioni per raggiungerle;
la frequente pulizia delle mani con acqua e sapone;
Oltre a queste normali raccomandazioni ricordiamo che durante la fase 2 sarà obbligatorio l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, come mascherine o screen mask.
Per quanto riguarda le mascherine, dovranno essere utilizzate in conformità a quanto previsto dalle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Nel caso di difficoltà di approvvigionamento e alla sola finalità di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria.
Tuttavia se l'attività lavorativa imponga una distanza interpersonale minore di un metro è comunque necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione quali guanti, occhiali, tute ecc.
A proposito, invece, di gestione degli spazi comuni, come mense, aree fumatori, spogliatoi ecc... è consigliato un accesso contingentato, con la previsione di una ventilazione e sanificazione periodica dei locali, di un tempo ridotto di sosta all’interno di tali spazi e il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone. Occorre garantire la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera, con appositi detergenti, anche per quanto riguarda tastiere, distributori di bevande e snack.
Smart working ma non solo: come deve comportarsi il datore di lavoro per arginare il rischio contagio?
le imprese, avendo a riferimento quanto previsto dai CCNL potranno disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il ricorso allo smart working o al telelavoro.
Questi strumenti infatti rimangono tra le soluzioni più efficaci da attuare in questo periodo in quanto utili e modulabili strumenti di prevenzione, a patto che il datore di lavoro garantisca adeguate condizioni di supporto al lavoratore e alla sua attività (assistenza nell’uso delle apparecchiature, modulazione dei tempi di lavoro e delle pause).
È consigliata inoltre una rimodulazione dei livelli produttivi e assicurare un piano di turnazione dei dipendenti al fine di diminuire i contatti.
L’articolazione del lavoro potrà essere ridefinita con orari differenziati che favoriscano il distanziamento sociale riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro. Inoltre lavoratori che non necessitano di particolari strumenti e/o attrezzature di lavoro e possono lavorare da soli potrebbero essere posizionati in spazi ricavati ad esempio da uffici inutilizzati.
Cosa fare nel caso di lavoratore sintomatico in azienda
Nel caso in cui una persona in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria lo deve dichiarare immediatamente all’ufficio del personale e a quello degli altri presenti nei locali. L’azienda procede immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute.
L’azienda collaborerà con le Autorità sanitarie per la definizione degli eventuali “contatti stretti” presenti in azienda. Ciò al fine di permettere alle autorità di applicare le necessarie e opportune misure di quarantena. Il lavoratore al momento dell’isolamento, deve essere subito dotato ove già non lo fosse, di mascherina chirurgica.
Le nostre raccomandazioni
Di seguito vorremmo mostrare quelle che, nel nostro piccolo, saranno le disposizioni che attueremo durante questo periodo, ricordando che chiunque acceda a questi locali è chiamato ad attenersi scrupolosamente alle norme sopracitate, per non violare la Legge e impedire la diffusione del contagio.
A questo proposito, per i clienti che abbiano la necessità di recarsi fisicamente nel nostro studio è obbligatorio:
- entrare in studio un cliente alla volta;
- evitare la presenza di accompagnatori, se non strettamente necessari;
- usare prioritariamente il citofono per comunicare la propria presenza;
- attendere il proprio turno all'aperto;
- non sostare nell'androne;
- indossare sempre la mascherina e lavarsi le mani usando il nostro dosatore automatico di disinfettante.
È vietato
Fare ingresso in questo luogo di lavoro o permanere nello stesso ove sussistano le condizioni di pericolo (sintomi di influenza, temperatura, provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc) per le quali i provvedimenti dell’Autorità impongono di informare il medico di famiglia e l’Autorità sanitaria e di rimanere al proprio domicilio.
Inoltre raccomandiamo alle persone ultra-sessantacinquenni, o affette da patologie croniche o con multi-morbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita di:
- evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro;
- di evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
- di evitare abbracci e strette di mano;
- di starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie, di non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani, di coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce.
La ricezione della clientela, per la reciproca tutela avverrà esclusivamente nell’area d’ingresso, con una postazione appositamente riconfigurata e protetta da una ampia schermatura in plexiglass.
I locali climatizzati e costantemente areati saranno igienizzati quotidianamente e sanificati con periodicità quindicinale.
La gestione della sicurezza dei lavoratori
Il ns. personale riceverà:
- una adeguata formazione specifica, sia attraverso strumenti a distanza che frontale;
- mascherine chirurgiche, disinfettante, guanti ed apposita formazione sul corretto utilizzo;
- direttive sull’autocontrollo della temperatura corporea per mezzo di un termoscanner a raggi infrarossi a messo appositamente a disposizione;
- direttive sulla igienizzazione della propria postazione di lavoro.

 

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