Le Ferie non Godute

Le ferie rappresentano un diritto irrinunciabile per il lavoratore, diritto garantito dall'art. 36 della Costituzione.

Esse spettano in funzione della maturazione del diritto, del momento, della durata stabilita dalla legge o dai contratti collettivi ed infine dell’orario di lavoro effettivamente svolto (tempo pieno, parziale).

Essendo il diritto al riposo irrinunciabile, qualsiasi patto contrario risulterebbe nullo.

 

In generale né il datore di lavoro né il lavoratore possono consentire di trasformare le ferie non godute in un compenso monetario extra.

 

Unica eccezione alla regola riguarda il caso della cessazione del rapporto di lavoro. In tal caso le ferie maturate e non godute sono liquidate assieme alle spettanze residue e monetizzate come una indennità.

Il datore di lavoro non può obbligare il lavoratore a fruire delle ferie, ma può solo metterlo nelle condizioni di fruirne.

Il tribunale di Pordenone, con sentenza n. 121 del 25 luglio 2016 ha ritenuto illegittime le ferie forzate.

Con l'emergenza COVID-19, si è assistito ad un utilizzo massiccio del potere datoriale nel collocare unilateralmente in ferie i lavoratori. Ciò se pur in contrasto con la prassi che afferma che il piano delle ferie deve essere il risultato di un bilanciamento tra gli interessi privati e le necessità aziendali, ha consentito tuttavia una sopravvivenza delle aziende, un minore ricorso agli ammortizzatori sociali ed un maggiore sostegno al reddito dei dipendenti, in questa particolare fase emergenziale. Il Governo in tal caso ha comunque raccomandato al datore di lavoro di farne un utilizzo acuto.

Il fine principale delle ferie è quello di permettere al lavoratore di usufruire di un periodo di riposo sia fisico che mentale.

 

Versamento dei contributi sulle ferie non godute

Se le ferie maturate non sono godute entro 18 mesi, allo scadere di tale termine il datore di lavoro deve provvedere al calcolo e liquidazione dei relativi contributi, salvo successivo conguaglio al momento dell’effettivo godimento.

In effetti, oltre al caso di cessazione, esiste una ulteriore situazione residuale in cui si può ricorrere al pagamento dell’indennità sostitutiva:

si tratta della rara condizione in cui il lavoratore abbia diritto ad un numero di giorni di ferie superiore ai minimi di legge, ovvero 4 settimane. In tal caso, la sola parte eccedente e non goduta potrà essere monetizzata avendo cura di annotare tale causale nella busta paga del dipendente e nel Libro Unico del Lavoro.

 

Regole di godimento delle ferie

Salvo diverse disposizioni il periodo minimo di ferie da godere nell’anno è di due settimane, possibilmente consecutive. Le rimanenti due settimane dovrebbero essere fruite entro i regolari diciotto mesi successivi al termine della loro maturazione.

 

 

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