Come comportarsi quando il lavoratore contrae una malattia durante le ferie

 

Nel caso in cui un lavoratore contragga una malattia durante il periodo di ferie può chiedere al datore di lavoro la conversione dei giorni di ferie in assenza per malattia. Tuttavia il datore di lavoro può domandare la verifica dello stato di malattia del lavoratore tramite una visita di controllo e in seguito decidere se confermare la conversione o meno, opzione che può verificarsi nel caso in cui la malattia risulti essere stata contratta da condotte del lavoratore contrarie ai principi di correttezza e buona fede, come ad esempio svolgere un'altra attività lavorativa. In questi casi possono essere anche erogate sanzioni disciplinari verso il proprio lavoratore dipendente.

 

Malattia durante il periodo di ferie: tutele e procedure per la certificazione

 Il diritto alle ferie può essere messo a repentaglio qualora:

a) il lavoratore contragga una malattia non professionale prima del periodo feriale; possono verificarsi le seguenti situazioni:

  • nel caso in cui il lavoratore fruisca di ferie programmate, questo è da considerarsi in malattia fino alla guarigione e potrà godere delle ferie in un momento successivo;
  • nel caso in cui il lavoratore guarisca durante il periodo di ferie collettive, egli godrà del periodo feriale rimanente salvo il diritto di recuperare quelle precedentemente non godute a causa dell’insorgere della malattia.

b) il lavoratore si ammali durante le ferie. In tale situazione egli è tenuto alla comunicazione al datore di lavoro dello stato di malattia al fine di convertire l’assenza per ferie in assenza per malattia. Se il datore di lavoro conferma la conversione il lavoratore potrà fruire delle ferie rimanenti in un periodo successivo.

È bene precisare che che la decorrenza della malattia si ha dalla data in cui il datore di lavoro viene a conoscenza dell’evento morboso.

 Cosa deve fare il dipendente che si trova all’estero?

 Esistono diverse procedure per certificare lo stato di malattia quando il lavoratore si trova all'estero, a seconda che si tratti di uno stato UE o Extra UE.

Nel caso in cui il lavoratore si trovi in uno stato UE è tenuto a rivolgersi al medico del Paese in cui soggiorna per ottenere la certificazione dello stato di incapacità lavorativa.

Entro due giorni dal rilascio egli deve:

  • inviare la certificazione via fax, PEC o e-mail alla sede INPS competente;
  • trasmettere l’attestato al datore di lavoro.

Se il medico del Paese del soggiorno temporaneo non è tenuto a trasmettere il certificato, è necessario rivolgersi all’Istituzione competente del luogo la quale provvede, attraverso un proprio medico, all’accertamento dello stato di malattia, alla elaborazione e trasmissione del certificato all’Istituzione competente italiana.

Nel caso in cui il lavoratore si trovi in uno stato extra UE bisogna considerare due casi:

  1. Se il Paese extra UE è uno stato con i quali l’Italia o l’UE ha firmato accordi bilaterali o convenzioni;

  2. Se il Paese extra UE non è uno stato con i quali l’Italia o l’UE ha firmato accordi bilaterali o convenzioni.

Nel primo caso il lavoratore deve farsi rilasciare la certificazione attestante lo stato di malattia. Non è necessaria la “legalizzazione” (cioè la validazione) del documento purché sia espressamente previsto che la certificazione di malattia rilasciata dall’Istituzione locale competente (ovvero dai medici abilitati) ne sia esente.

Nel secondo caso la certificazione dello stato di malattia può avvenire soltanto dopo la presentazione all'INPS della certificazione originale e validata da parte di rappresentanti diplomatici o consolari all'estero.

 

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