Dopo le prime modifiche dal sapore “green” a partire dal 1° Luglio 2020, con l’avvento del nuovo anno è arrivata una nuova stretta che obbligherà le imprese a rivedere le prossime scelte di investimento.
La legge di bilancio 2020 ha modificato le aliquote di benefit utili a determinare la tassazione de valore dell’auto a carico del dipendente sia per attività lavorative che per usi prettamente personali.
Tali modifiche, per come concepite inaspriscono la contrapposizione di interessi tra aziende e i lavoratori.
Difatti, alle condizioni attuali di mercato, il fringe benefit risulta inversamente proporzionale al costo dell’auto.
Le aziende potrebbero valutare, alternativamente all’acquisto, il leasing o il noleggio.
I fringe benefit non sono degli sconti o dei crediti ma beni accessori alla retribuzione economica, concessi facoltativamente o dietro accordo. Comunque si tratta di una retribuzione, detta “in natura”, ulteriore, che va oltre la quota obbligatoria di legge
Il valore del beneficio tassabile viene qualificato in misura forfettaria, per presunzione legale, indipendentemente dai costi effettivi del veicolo.
In Base alle ultime modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2020, per le auto immatricolate dal 1° gennaio 2021, il benefit è quantificato secondo percentuali distinte in 4 macro scaglioni di emissione di CO2:
25% per i veicoli con valori di emissione di CO2 fino a 60g/km;
30% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiori a 60g/km ma non a 160g/km;
50% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiori a 160g/km ma non a 190g/km;
60% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiore a 190g/km.
Rispetto alla prima introduzione, valida per le immatricolazioni dal 1° luglio 2020, l’inasprimento in parola ha riguardato, dunque, le ultime due fasce meno green, evidenziate in grassetto.