Riscattare la Laurea con il calcolo agevolato è sempre la scelta più conveniente?
Dal 2019 è possibile riscattare la Laurea con accesso ad un calcolo agevolato. Quale sistema scegliere?
E’ utile precisare che il massimo riscattabile è pari a 5 anni totali di studio universitario e solo per gli anni privi di contribuzione.
Il riscatto è stato rilanciato dalle ultime opzioni pensionistiche (Quota 100 e Opzione Donna), che hanno valorizzato la valenza dell’istituto sia in termini di aumento dell’anzianità contributiva sia sul montante contributivo per i fini pensionistici.
Lo ha rilevato il rapporto annuale dell’INPS che ha mostrato un notevole aumento delle domande di riscatto di laurea per tutti gli anni utili a tali fini.
Naturalmente per poter effettuare il riscatto della laurea vi sono delle regole da rispettare: la riscattabilità è a titolo oneroso a carico del richiedente, per quegli anni in cui siano stati conseguiti dei diplomi di laurea per i quali non vi sia alcuna contribuzione.
La domanda di riscatto si può presentare per l’intera durata legale del corso di studi o per una sua parte, dai lavoratori iscritti alla gestione privata, alla gestione pubblica e dai soggetti inoccupati.
E solo per gli anni di durata fisiologica del percorso di studi, quindi escludendo di fatto gli eventuali anni di fuori corso.
Il valore del riscatto si determina con le stesse regole della liquidazione delle pensioni, siano esse con il sistema retributivo o con quello contributivo.
I contributi sono calcolati come se venissero versati sul momento.
Per quanto riguarda le regole ordinarie bisogna tenere conto di queste condizioni: nel caso in cui il periodo di riscatto si collochi nel Sistema Retributivo verrà utilizzato un metodo detto “riserva matematica”. Il costo del riscatto sarà influenzato da età, periodi interessati, sesso, anzianità e ultime retribuzioni.
Differente invece da quello che si colloca nel Sistema Contributivo, il quale utilizza un meccanismo di calcolo detto “a percentuale”; in tal caso il costo è legato alla retribuzione degli ultimi 12 mesi.
Nel caso in cui, invece, il corso di studi da riscattare si collochi a cavallo tra i due sistemi, l’onere di riscatto sarà quantificato pro quota temporis, cioè utilizzando entrambi i sistemi per i periodi che vi rientrano.
Teniamo presente che il costo complessivo è abbastanza impegnativo. Per fortuna è concessa la possibilità di ripartizione in 120 rate mensili senza interessi ed è possibile dedure fiscalmente la spesa.
Inoltre esiste la possibilità per chi ancora non lavori, di applicare un imponibile minimo di 15.000 €, da moltiplicare per l’aliquota AGO la quale fa riferimento alle pensioni. Così si ottiene un costo di circa 5.264 € per il 2021 per ogni anno di laurea da riscattare.
In tal caso vi è la possibilità per la famiglia di ottenere una detrazione fiscale del 19% se il richiedente è fiscalmente ancora a carico.
Col D.L. n. 4/2019 è stato introdotto un metodo di calcolo alternativo per il riscatto agevolato per quei periodi di studio che si collocano nel periodo contributivo, per i quali vi è almeno un contributo versato nella gestione INPS.
Il sistema è analogo a quello previsto per chi ancora non lavori.
L’istanza di riscatto può essere compilata autonomamente, accedendo con le proprie credenziali SPID al sito dell’Istituto www.inps.it oppure con l’assistenza di un patronato. In ogni caso consigliamo di effettuare le dovute valutazioni relativamente agli effetti sulla propria posizione pensionistica.
A tal proposito, sull’argomento potrebbe interessarti questo nostro articolo: I sistemi di calcolo della pensione INPS
Quale sistema scegliere? Considerazioni vantaggi e rischi
Tirando le conclusioni si può affermare, in base all’analisi fatta fino a questo momento, che effettuare la scelta migliore tra i differenti metodi è particolarmente difficile. Quasi una scommessa!
Innanzitutto consigliamo di riflettere sulla storia della propria “carriera contributiva” fino al momento nel quale si intenda presentare la domanda di riscatto.
In secondo luogo analizzare a fondo cosa si vuole ottenere.
Solo allora si potrà scegliere tra i due metodi di riscatto (ordinario o agevolato).
Per quanto riguarda il riscatto agevolato della Laurea, esso ha una valenza, sia per quel che riguarda l’accumulo virtuale nel sistema contributivo che ai fini del calcolo finale dell’anzianità lavorativa del richiedente e del conseguente calcolo dei contributi versati dallo stesso ai fini pensionistici. Ciò al netto di eventuali nuove valutazioni future su riforme previdenziali, che la politica potrà approvare.
Inoltre va considerato che i contributi versati utilizzando il metodo contributivo terranno conto della rivalutazione annuale, che viene effettuata sulla base del PIL medio degli ultimi 5 anni; si tratta del cosiddetto “rischio economico”, visto che di fatto il capitale che andrà a comporre la nostra pensione sarà fortemente legato all’andamento della crescita e alla produttività del paese, oltre che al totale dei contributi versati nel corso dell’attività lavorativa.
